Attuazione Direttiva RED III: il D.Lgs. 5/2026 ridisegna il quadro delle fonti rinnovabili in Italia

Gen 27, 2026 | News

fonte articolo: www.zhrexpert.it

Con il D.Lgs. 9 gennaio 2026, n. 5, pubblicato in G.U. Serie Generale n. 15 del 20 gennaio 2026 ed in vigore dal 4 febbraio 2026, l’Italia recepisce la Direttiva (UE) 2023/2413 (RED III) e aggiorna in modo esteso la disciplina nazionale sulle fonti rinnovabili.

Di cosa tratta:

Il provvedimento dà attuazione alla RED III, che innalza l’obiettivo UE sulle rinnovabili al 42,5% entro il 2030 (con impegno indicativo al 45%) e punta a semplificare/accelerare la realizzazione dei nuovi impianti.

Il decreto interviene in maniera massiccia sul precedente D.Lgs. 199/2021, introducendo riforme strutturali in quattro ambiti chiave:

  • Settore industriale e idrogeno: per la prima volta vengono stabiliti target vincolanti per l’uso di combustibili rinnovabili di origine non biologica (RFNBO), con un focus particolare sull’idrogeno verde per i settori “hard-to-abate” (difficili da decarbonizzare);
  • Edilizia: si spinge verso l’elettrificazione dei consumi termici e l’integrazione del solare negli edifici, con nuovi parametri per le ristrutturazioni e le nuove costruzioni;
  • Trasporti e mobilità: viene data priorità alla ricarica intelligente e bidirezionale (V2G) e all’impiego di biocarburanti avanzati, con una riduzione dell’impronta carbonica più severa rispetto al passato;
  • Semplificazione amministrativa: il decreto introduce il concetto di “zone di accelerazione per le rinnovabili”, dove le procedure autorizzative godranno di corsie preferenziali e tempi certi.

Quando entra in vigore:

Il Decreto Legislativo n. 5/2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 gennaio 2026 ed entrerà ufficialmente in vigore il 4 febbraio 2026.

Tuttavia, è importante notare che:

  • Molti degli obblighi relativi ai target industriali avranno decorrenza fiscale e operativa dal 1° gennaio dell’anno successivo;
  • Entro 180 giorni dall’entrata in vigore, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) dovrà emanare i decreti attuativi necessari per la definizione delle aree idonee e le modalità di accesso ai nuovi incentivi ETS.

Indicazioni operative:

Il testo definisce una tabella di marcia precisa per operatori, imprese e pubbliche amministrazioni:

  • Target nazionale al 2030: l’Italia deve garantire che almeno il 39,4% dell’energia consumata provenga da fonti rinnovabili;
  • Industria (art. 22-bis): le imprese devono incrementare la quota di rinnovabili di 1,6 punti percentuali come media annua. Entro il 2030, il 42% dell’idrogeno utilizzato per fini industriali deve essere di tipo RFNBO (idrogeno verde), quota che salirà al 60% entro il 2035;
  • Edilizia (art. 15-bis): è fissato un obiettivo indicativo del 40,1% di energia rinnovabile negli edifici entro il 2030. Gli enti pubblici sono chiamati a dare l’esempio, con obblighi di installazione di impianti fotovoltaici su edifici nuovi o riqualificati;
  • Gestione biomasse: gli operatori del settore forestale e bioenergetico dovranno attenersi al principio dell’uso a cascata. Gli incentivi saranno negati per l’energia prodotta da tronchi da sega, legname da impiallacciatura e ceppaie. Le deroghe sono ammesse solo in casi documentati di emergenza fitosanitaria o rischi di incendio;
  • Infrastrutture di ricarica: i gestori dei punti di ricarica devono adeguarsi tecnologicamente per supportare la ricarica intelligente (per ottimizzare i flussi di rete) e, ove tecnicamente fattibile, quella bidirezionale, permettendo ai veicoli elettrici di fungere da sistemi di accumulo mobili;
  • Promozione delle tecnologie innovative: il GSE è incaricato di bandire procedure specifiche per far sì che almeno il 5% della nuova capacità rinnovabile installata tra il 2026 e il 2030 provenga da tecnologie non ancora mature (come l’energia osmotica o il solare a concentrazione avanzato).

Conclusioni:

Con l’attuazione della RED III, l’Italia compie un passo decisivo verso l’autonomia energetica e la sostenibilità ambientale. Il decreto non solo innalza le quote di produzione rinnovabile, ma introduce criteri di efficienza sistemica (come la ricarica smart e l’integrazione degli accumuli) e di economia circolare (uso a cascata delle biomasse) necessari per una transizione ordinata e tecnologicamente avanzata.

Per approfondire:   

 

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